Concordato preventivo biennale (CPB) approvata la metodologia per il biennio 2026/2027


  • Utilizzato il prodotto interno lordo (Pil) nominale in luogo di quello reale

    Concordato preventivo biennale (CPB) sempre più strumento centrale per la razionalizzazione degli obblighi dichiarativi e l’incentivazione dell’adempimento spontaneo per i contribuenti di minori dimensioni.

    Per riflettere in modo più puntuale l’attuale scenario macroeconomico, il legislatore ha scelto di utilizzare il prodotto interno lordo (PIL) nominale, in luogo di quello reale, per le proiezioni di crescita e di inserire una nuova fattispecie di circostanza per la cessazione degli effetti legata alla crisi in Medio Oriente.

    Con la firma del D.M. dell'11 maggio 2026, l’Amministrazione Finanziaria ha definito la metodologia che regolerà le proposte di accordo per i periodi d’imposta 2026 e 2027, rivolgendosi ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).

    Nonostante, l’impianto generale rimanga fedele alle versioni precedenti, la principale novità del biennio 2026-2027 risiede nei parametri utilizzati per la rivalutazione del reddito giacché, per riflettere in modo più puntuale lo scenario macroeconomico attuale segnato da una forte incertezza geopolitica e commerciale, si è scelto di utilizzare il prodotto interno lordo (PIL) nominale, in luogo del prodotto interno lordo reale per le proiezioni di crescita.

    Secondo il documento programmatico di finanza pubblica (DPFP), le stime prevedono una crescita nominale del 2,7% per il 2026 e del 2,5% per il 2027 e con questa scelta metodologica si è cercato di catturare, non soltanto la crescita volumetrica dell'economia ma anche la dinamica dei prezzi, offrendo una base di calcolo più coerente con la capacità contributiva effettiva del periodo.

    Un ulteriore novità concerne l’inserimento di una nuova fattispecie di circostanza eccezionale (lettera g, dell'articolo 4 del decreto), legata alla congiuntura geopolitica in Medio Oriente, che può determinare la cessazione degli effetti del concordato qualora l'indice dei prezzi superi il 5%.

    Il decreto in commento, in sostanziale continuità nel percorso metodologico precedente, ha permesso anche di evitare la richiesta di un nuovo parere al Garante per la protezione dei dati personali, essendo la procedura di trattamento già validata per il biennio precedente.

    La proposta per il biennio 2026/2027 si basa sui dati dichiarati per il periodo d'imposta 2025 (redditi di impresa e/o di lavoro autonomo), anno in cui i contribuenti devono aver applicato gli ISA e comunicato i dati rilevanti, mentre la determinazione della base imponibile (sia per le imposte dirette che per l’IRAP) segue un percorso rigoso che tiene conto dell’analisi di affidabilità degli Isa, misurando i singoli indicatori elementari di affidabilità e anomalia dichiarati nel 2026 per il 2025.

    Se il contribuente non raggiunge il voto massimo (pari a 10), la metodologia stima i componenti positivi necessari per migliorare il profilo fiscale e il detto valore viene corretto tramite un coefficiente di benchmark che rappresenta il valore modale settoriale del rapporto tra valore aggiunto dichiarato e stimato, della redditività storica (gestione operativa), analizzando l'andamento del reddito operativo nelle ultime tre annualità ed eseguendo il confronto con i valori settoriali; la chiara conseguenza è che la proposta non può scendere al di sotto di un livello minimo di redditività settoriale, calcolato in base alle spese per il lavoro dipendente, come dichiarate dalle imprese operanti nel medesimo settore Isa.

    Le basi imponibili, così definite, sono rivalutate applicando le proiezioni di crescita del PIL nominale, come indicato in precedenza (2,7% per il 2026 e 2,5% per il 2027) quindi, in estrema sintesi, una volta determinata la redditività individuale e settoriale del contribuente, tarata sui dati del 2025, la proposta per gli anni successivi viene incrementata applicando le proiezioni di crescita del 2,7% per il primo anno e di un ulteriore 2,5% per il secondo.

    Infine, al fine di rendere meno brusco l'impatto, il provvedimento conferma le misure di graduazione prevedendo, per il solo periodo d'imposta 2026, il maggiore reddito individuato dalla metodologia (rispetto a quello dichiarato nel 2025), l’abbattimento del 50% che permette al contribuente di allinearsi gradualmente alla piena affidabilità nell'arco del biennio, con l’ulteriore possibilità di adeguare la proposta in presenza di eventi straordinari che abbiano comportato la sospensione dell'attività economica nel 2026 (riduzioni del 10%, 20% e 30%) sulla base della durata della sospensione. Fabrizio Giovanni Poggiani - ITALIA OGGI (riproduzione riservata)

     


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